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Un’estate a Ulassai e dintorni…

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Scritto da Alessandro   
Sabato 24 Settembre 2016 22:22


Probabilmente Massi mi direbbe di iniziare con qualcosa del tipo: “Ciao a tutti, mi chiamo Rub, non scalo da due giorni e sto male…”. Questo è il primo articolo che scrivo sul sito di ShardRock, lo pubblico oggi, primo fine settimana d’autunno, per raccontare alcuni eventi di questa estate di scalate in Sardegna, in particolare ad Ulassai.

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Inizio col segnalare la realizzazione di un amico, Dante Loi, che il 3 settembre chiude il suo primo 8a, Fratellini Chimici alla Tana delle Tigri. Dopo aver vinto il Campionato Regionale Boulder 2016, preso a calci il Pan Gullich e combattuto contro il conseguente acciacco, corona una grande stagione prima di partire per studiare all’estero. Buona fortuna Campione.

Sempre in tema di partenze: un augurio ad Andrea “Mad” Vacca per la sua nuova avventura… a presto.

Un grande e fortissimo Luigi Gambella passa in serie A-Plus chiudendo La Connexao (8a) a Casarotto. Realizzazioni anche per la forte Stefania Lai con Genesi (7a) all’Ombra del dubbio, per Daniele Carmagnini con il Pifferaio Allucinogeno (7a+) alla Tana delle Tigri, per Ilario Piras con Castelli tra le Nuvole (7a) ancora alla Tana delle Tigri e per Christian Corrias con Shirokout al Metrò Giapponese (7a). Proprio oggi, il fortissimo Daniele Castello chiude Monkey Dream (7b) ad Animal House – complimenti Dani!

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Canyon di Ulassai

Canyon di Ulassai


Indubbiamente il principale centro di scalata di questa estate è stato Ulassai (ho controllato, si pronuncia Ulàssai), il cui fascino indiscusso ha attirato scalatori provenienti da tutte le parti del mondo. Tra i più noti ricordiamo Alessandro “Jolly” Lamberti, Pietro dal Prà, Andrea Gennari Daneri, Grazia Fenu, Hervé Barmasse, Mauro Calibani, Klaas Willems, Carlo Giuliberti, Giuseppe Nolasco, Luca Passini, Alessandro Larcher e tantissimi altri di cui non riesco a ricordare o non conosco il nome. Molti gli stranieri provenienti da tutto il mondo: tedeschi, olandesi, francesi, belgi, inglesi, americani e un singolare prete punk chiodatore con cresta e fuseau verde smeraldo.


Volutamente non ho nominato Alberto Bassini e Stefano Salvaterra. Alby Red, in arte “Margherita”, è tornato in Sardegna anche quest’anno per continuare a chiudere vie in tutta la zona: è stato strepitoso su Olieningrado (8b+) al Canyon di Ulassai. Ho conosciuto Stefano e Martina allo “Zinghi Camp”, due belle persone che hanno piacevolmente colorato le nostre giornate, non hanno mai detto di no ad una abbondante colazione o ad un Pan di Stelle a cena (Martina grazie per i Ringo!). Nonostante siano rimasti per pochi giorni, lui forzato da lei in un insano alternarsi di scalata / mare, questi sono bastati a Stefano per stupire tutti con le sue realizzazioni a vista: Blu (8a+) e Bolle di Sapone (8a) al Canyon di Ulassai, Manifesto (8a) al Palazzo d’Inverno a Jerzu e così tante altre… tornate presto!


The Cave Of Dreams a Ulassai

The Cave Of Dreams a Ulassai


Dopo questo intermezzo torniamo agli amici di ShardRock e agli eventi che ad Ulassai si sono succeduti senza sosta. Tra le tante realizzazioni e gli ancor più numerosi #lameravigliosa e #climberoftheday, per non essere noioso nomino solo coloro che hanno fatto grado: al Canyon di Ulassai Andrea Laconi - Bad Joke (7c), Francesca Zedda - Snake Eye (7b+), Giulia Nicosia - Anemnesi (7a+), Giorgio Crasto - Fiona (6c), Anna Nebt - Sammi… (6B) e Loredana Lai - Patata Volante (6a). Citando Pietro “#lameravigliosa Sonia Corona” chiude Sesso e Amore (7a+) al Palazzo d’inverno e il giorno dopo Intervista con il Vampiro (7a+) al Canyon. Ancora, a The Cave Of Dreams Luca Cadeddu realizza con Empty Wallet (7b+), Silvia De Rubeis e Beatrice Vacca con Silver Rope (7a).

A fine primavera e nelle giornate estive più calde sono state chiodate nuove vie in quasi tutti i settori di Ulassai (The Cave of Dreams, Canyon, Torre dei Venti e S’Accara/Su Sussiu), molte delle quali sono state subito liberate. In qualche modo cercherò di allegare una guida aggiornata delle vie della zona.

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Spero e sono convinto che in giro per la Sardegna molti di voi scalatori abbiate urlato di gioia per i vostri successi, non me ne vogliate se ho scardato di menzionarvi, è stata una dimenticanza o gli eco delle voci non mi sono giunti… vi faccio comunque i più sinceri complimenti.

Concludo con un ringraziamento e un saluto a tutti gli amici dello “Zinghi Camp”, arrivederci alla prossima estate…


Luci allo Zinghi Camp

Luci allo Zinghi Camp


P.S.

Un giorno Andre mi disse che aspettava l’estate perché sarebbe iniziato il periodo di Ulassai… allora non capii, credevo che l’importante fosse solo scalare, ovunque volessimo. Ora che andiamo via dalla falesia e vedo lo “Zinghi Camp” vuoto sento un po’ di nostalgia di quei giorni e ripenso alle colazioni con le medagliette di cioccolato e con i cornetti pieni di marmellata, alle nottate passate a mangiare culurgiones e ad aspettare che Fabri tornasse con la sambuca per poter riprendere a mangiare dolci – si capisce che avevo fame? È vero, la scalata è stata il motore di tutto, ma la magia l’hanno fatta gli amici che di qui son passati, e questo Andre lo sapeva.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Gennaio 2017 13:14 )
 
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