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All'angolo sinistro: Sergio Tocco

Scritto da Ballakano   
Lunedì 15 Novembre 2004 01:00


Sergio Tocco è senza nessun dubbio un arrampicatore forte. Forte in maniera assoluta, nel senso più fisico della parola, è uno dei pochi veri atleti che girano nelle falesie del sud Sardegna. Ancora alla ricerca di una sua tecnica si accontenta, per il momento, di stritolare vie in ogni falesia che visita. E' uno scalatore dotato di una straordinaria carica e fiducia in se stesso, difficilmente lo sentirete dire "io questa via non la farò mai!" , quando la sfortunata cade sotto il suo occhio beh è sicuramente destinata a cadere.

Sergio incastra l'arrampicata nella sua impegnatissima e dura vita professionale facendo i salti mortali per arrivare, magari solo la domenica, in falesia. Ciò nonostante è sempre tranquillo e rilassato, cosi come avrete modo di evincere dall'intervista, va in falesia, scala e prende quello che riesce a prendere senza ripianti o lamentele.

E' per noi un vero piacere iniziare questa rubrica con colui il quale è sicuramente uno dei combattenti più determinati ed ostinati delle falesie del sud Sardegna:

Ladies and gentlemen la Ballakano&KingKongiu Production è lieta di presentarvi all'angolo sinistro con kimono bianco e cintura nera Sergioooo Toccooooo!!


Chi e' Sergio Tocco?

Anni 35, libero professionista, simpatico, intelligente ......scherzo! Uno come tanti che fa tante cose e cerca di farle al meglio. Che come tutti sbaglia e cerca di imparare dagli errori fatti.

L'arrampicata uno sport o una passione?

Per me è una "disciplina" sportiva che mi appassiona tanto come tutte quelle che ho praticato.

Il tuo background sportivo.

A sei anni ho iniziato a fare judo e a parte una lunga pausa nel periodo universitario è durata sino al 2001. E' un grande amore e ci penso ancora tutti i giorni. Cintura nera 1° Dan. Ho vinto un campionato regionale, altre cinque o sei volte sono arrivato secondo o terzo. Secondo alla coppa Italia, nel 2000 (a 31 anni) ho partecipato ai campionati italiani assoluti (trentaduesimo) e nel 99 e nel 2000 al trofeo internazionale Guido Sieni (la si prendono botte). Dal settembre 2001 arrampico: 7c lavorato e 6c+ a vista. Che divario vero? Lo so ma per uno che scala poco in falesia credo sia il prezzo da pagare.

So che ti alleni molto curando tutto il fisico e non solo braccia e spalle!

Cerco di incastrare nella mia giornata lavorativa un po' di sport quotidiano: quando posso vado a correre, faccio due/tre sessioni di pesi e trave alla settimana, due in palestra sul pannello e un giorno o al massimo due in falesia.

Ti ho visto tante volte scalare quindi conosco bene la carica sia fisica che mentale che hai quando cerchi di chiudere una via. quanto conta la tua determinazione nel chiudere un cantiere?

70%. Per me portare il fisico all'estremo limite è difficile perché commetto ancora molti errori e quando chiudo un cantiere in genere la sensazione è di avere ancora energie da spendere.

Tu sei un vero sportivo in cosa pensi che pecchi l'arrampicata come sport, voglio dire essendo stato un agonista hai avuto modo di conoscere metodiche di allenamento, allenatori e gare. l'arrampicata e' uno sport ben definito?

Con la s minuscola, almeno in Sardegna. L'arrampicata è un po' come la corsa. Puoi correre mezz'ora la domenica in riva al mare perché ti rilassa oppure una o più ore al giorno controllando tempi, battito cardiaco e alimentazione per raggiungere i risultati che ti sei prefissato. Se scegli la seconda, in arrampicata avrai molte difficoltà perché mancano persone di esperienza che hanno scelto di trasferire le loro conoscenze agli altri. E' uno sport abbastanza giovane e poi forse si adatta bene ad ogni età per cui la regola è "fai da te"! Leggi libri, riviste, siti internet e quant'altro e trova il tuo allenamento ideale in base al risultato da raggiungere.

Cosa ti da in più, o di diverso l'arrampicata rispetto agli altri sport che hai praticato?

Non so! Forse il fatto di poter ripetere una via quando non mi riesce subito. In altri sport se sbagli è finita e si torna a casa con l'amaro in bocca. E magari avevi lavorato per mesi per preparare quella gara. E poi il fatto di competere solo con me stesso. Non ho scuse e devo cercare in me l'errore ogni volta che cado. Se cado, ho fatto sicuramente un errore e non c'è un avversario al quale fare i complimenti perché è stato più bravo di me.

Cos'e' per te l'aspetto mentale nell'arrampicata?

E' scegliere una via, convincermi che è alla mia portata, migliorare il gesto riprovando i passi (anche solo mentalmente), sfruttare al meglio le energie, capire che è il momento giusto e scoppiarla.

E quello tecnico?

E' un casino! È sentire e saper spostare il peso del proprio corpo, saper scegliere l'appiglio successivo, saper inventare un movimento che non hai mai visto ne provato prima, è saper adattare la propria scalata alla via da salire ..... E' un casino!

Cosa consiglieresti a chi sta iniziando ora, ad un tuo pupillo da far crescere bene.

Dipende da cosa vuole ottenere. Io consiglio :Sicurezza; Impegno; Lungimiranza. Per me lo sport è disciplina e senza regole e fatica non si ottiene niente. Capisco però che ad altri possa piacere di più fare cricca, andare a trascorrere la domenica all'aria aperta ecc. ecc. Ognuno insegue il suo benessere so che il mio è più una sofferenza ma a me va bene così.

Ti infastidiscono gli incoraggiamenti mentre sali una via?

No. Mi fanno piacere. Credo sia importante se gli altri ti incoraggiano. O non hanno un cazzo da fare o credono in te e se ci credono loro ci sarà un motivo. Bisogna crederci e faticare. I risultati arrivano. Garantito! Non amo il casino, non sentire il compagno che fa sicura ecc.ecc.

Pensi che faccio troppo casino in falesia? okkio che questa te la posso tagliare!!

No. Conosco di peggio.

Dimmi la tua impressione su shardrock!

Mi piace l'idea di avere informazioni su vie e arrampicatori con la velocità del mouse. E' utile perché puoi vedere a chi chiedere informazioni su una via, chi è salito prima di te ...ecc.ecc. E' uno scambio utile di informazioni. Non ho interesse per la gara e per i punti.

Arrampichi relativamente da poco e pratichi sopratutto l'arrampicata in falesia. ti sei mai cimentato in vie lunghe o su vie trad? ti interessano?

Una volta sulla aguglia ma sono sceso dopo il primo tiro e un traverso sprotetto di dieci metri perché avevo sbagliato direzione. Non mi interessa molto. Quando scali in falesia una volta a settimana bisogna fare delle scelte. Io ho scelto i monotiri.

Leggevo da qualche parte che le nuove generazioni di arrampicatori non hanno spessore umano, che non sono nemmeno da paragonare ai grandi del passato, che magari sono piu forti ma nient'altro. cosa ne pensi?

Mi sembra una classica frase fatta. E' naturale. Uno sport si evolve e ciò che prima era dominio di pochi ora è alla portata di tanti altri. I paragoni si fanno su basi oggettive altrimenti portano a giudizi inesatti (sempre che esistano giudizi esatti?!). Se qualcuno vuole credere che era figo scalare senza sicurezza e che chi lo faceva aveva le palle e noi no, è libero di pensarlo ma la verità è un'altra. Quanto allo spessore umano, è ovvio che più crescono di numero gli arrampicatori maggiori saranno gli episodi antipatici e spiacevoli. Ma non bisogna generalizzare.

Pensi che abbia senso martellare una via di tentativi?

Certo. Il problema è riuscire a non annoiarsi e aggiungere qualcosa di più ad ogni nuovo giro. Lavorare una via ti permette di fermarti a capire gli errori, scegliere qualcosa di diverso, riprovare, capire un'altra cosa ancora, riprovare e cosi via di seguito. Ma perché chi fa i cento metri in meno di dieci secondi, si chiude a casa per mesi a fare muscoli e poi corre on sight? Nell'arrampicata esiste l'on sight ma l'on sight non è la sola arrampicata. Certo un tiro chiuso a vista ha più valore di un tiro lavorato, ma solo a parità di grado e (voglio aggiungere) di tiro. Perché lo sappiamo tutti che ci sono vie dello stesso grado ma non di pari difficoltà. Gradare le vie è un casino e io ho sposato questo motto: io scalo! Il grado? Fatte voi, per me va bene!

Tu lavori, e anche molto, però la tua progressione in falesia e' continua e non conosce stop. ci convivi bene con questa situazione di atleta della domenica?

Ci convivo per forza e per scelta. Ho un lavoro molto impegnativo ma è stata una scelta e non ho da lamentare nulla. La mia compagna non scala più ma non ho scelto di stare con lei perché scalava. L'arrampicata per me è un bel gioco e si gioca quando si può giocare. L'importante è che quando si gioca, si gioca sul serio e ci si massacra sino alla morte.

Il tuo successo più grande... fino ad ora naturalmente!

In arrampicata? 7c lavorato su una via che considero stupenda "Barbari e Bar". A vista solo 6c+. E' il prezzo che si paga a scalare solo la domenica. E io pago!

Chi arrampica parla moltissimo di arrampicata, quest'argomento e' il terrore di molte fidanzate di scalatori. quando due si incontrano e' la fine per loro!! sei anche tu cosi fissato?

No. O meglio cerco di restare sobrio anche se a volte finisco anch'io nella ragnatela. Anche perché i ragni scalano mica male sai?!

Come deve essere la tua giornata d'arrampicata perfetta?

Io mi sveglio presto la mattina. Gli amici mi odiano perché propongo orari assurdi e invio sms all'alba per decidere dove si va ecc.ecc. Per me l'ideale è arrivare presto in falesia, quando non c'è ancora nessuno, e godersi quel silenzio strano ma equilibrante che mi fa sentire un tutt'uno con l'ambiente. In situazioni così mi sembra di poter realizzare molto di più che non quando c'è casino, distrazione, attesa sulle vie ecc.ecc. Se poi arrivano un po di amici è piacevole perché il lato umano in falesia esiste ed io mi diverto spesso a dir cazzate Perché quando avevo tre mesi avevo "PAURAAAAAAA!". La giornata ideale si chiude con una bella realizzazione ma se non riesce va bene uguale. L'importante è faticare. La via da chiudere resta la, non scappa mica!

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 24 Novembre 2016 13:07 )
 
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