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Gianfranco Tola

Scritto da kalledda   
Domenica 31 Luglio 2005 23:05


Questa si che era un'impresa degna del miglior Ballakano! Intervistare un personaggio del genere, un testimone scomodo, una testa calda... un sassarese!!! Ma se c'era qualcuno che poteva sbrigare questo sporco lavoro non poteva che essere lui: Ballakano. Mi piace questo parlare in terza persona, magari lo potessi fare sempre... ah no mi dicono che non posso, c'e' chi lo fà già meglio di me.

Ok scusate la divagazione ma in questo periodo non ci sono con la testa, non potete neppure immaginare cosa stia passando... Ops! ci sono cascato di nuovo... Vabbè cosa volete che vi dica di Gianfranco Tola? Grande carattere, grande generosità, gran bella moto, belle donne, una carriera brillante e pure ottimo scalatore. Insomma quello che tutti noi avremmo voluto essere ma non saremo mai.

Ladies and gentlemen la SIC (shardrock intrateniment corporation) è quanto mai lieta di presentarvi sul suo prestigiosissimo ring, all'angolo sinistro in camice verde, guanti, mascherina e cuffietta, direttamente dal profondo nord dell'isola Gianfrancooooo Tola!!! 


Quando, come e con chi hai iniziato a scalare?

Allora riniziamo,  io e la roccia abbiamo sempre avuto uno stretto rapporto fin da quando ero un piccioccheddo o pizzinos o pizzinnu pizzoni, in poche parole fin da quando ero bambino (sennò Campione non capisce). Ruzzolavo per le rocce intorno a casa con disinvoltura, ero già molto forte, o meglio, molto tecnico. Nell’aprile del 1998 ho fatto il corso con Daniele Soro ed è così iniziata la mia avventura. Il primo periodo gli arrampicatori sassaresi erano pochi, i miei compagni sono stati prima Giovanni, Nicolo (persi in corsa) e Gianni, a cui si è poi aggiunto l’economizzatore Vittorio. Dopo è stata aperta la prima palestra in città, Storie Appese, ed il numero di scalatori è lievitato, finalmente.

Dai con un bel ragazzo come te possiamo andare subito alle domande piu interessanti: donne e arrampicata, perché questo connubio non funziona bene?

Non l’hai ancora capito… finché continuerai a frequentare tu le falesie come puoi pretendere che le donne vengano ad arrampicare. A parte la cruda verità, la risposta ufficiale è che purtroppo le ragazze son svantaggiate in partenza, spesso più esili, rispetto ai testosteronodotati, ma questo svantaggio risulta utile alla lunga per la leggiadria e l’elasticità con cui ci sorprendono e ci affascinano. Per non parlare della loro tecnica, nonché dell’eleganza, della tenacia, della forza d’animo, del coraggio, della generosità, della felicità che ci trasmettono, della simpatia, del calore umano (si vede che sono single…, credi che con tutte queste lusinghe riuscirò a far colpo su qualche inconsapevole ragazza?!?). Comunque, penso che nei prossimi anni avremo un aumento della nostra controparte, sia in quantità che in qualità.

E sesso e arrampicata?

Prima di andare in falesia: alleggerisce dalla tensione che si  accumula durante il lavoro (per Campione: il lavoro è l’applicazione delle facoltà fisiche e intellettuali rivolta direttamente e coscientemente alla produzione di un bene, di una ricchezza, o comunque ad ottenere un prodotto di utilità individuale o generale).

Dopo: alleggerisce dalla tensione che si accumula durante il lavoro…. delle vie.

Durante: alleggerisce!!!

Visti i tuoi risultati, nel tiepido panorama sassarese, mi riferisco all'arrampicata sportiva, sei uno dei pochi che si sbatte per provare tiri un po’ più duri. Ti manca la compagnia? Com’e' l'arrampicata sportiva sassarese?

A Sassari non manca tanto la compagnia né la voglia quanto le possibilità: insomma le vie “dure” (se così si possono chiamare visto che le fai anche tu); purtroppo noi non abbiamo un armatore professionista come Oviglia, il padre della maggior parte dei vostri giochini e che voi, da bravi figli degeneri, non adorate abbastanza. (verità sacrosanta! ndr)

Purtroppo la compagnia è difficile da trovare solo per le trasferte invernali, ma è anche facile immaginarne il motivo, visto che fare tutti i week-end in tenda e poi trovare neve o pioggia o Campione in falesia non è proprio il più bel fine settimana che ogni scalatore sogna, ma d’altronde queste sono le caratteristiche che rendono estremo il nostro sport.

E poi la compagnia è anche poca da parte degli altri arrampicatori sardi, molto restii a dormire sotto il tetto dell’hotel mille stelle: gli unici arrampicatori nomadi siamo noi!!! (anche perché non possiamo fare altrimenti).


Dove trovi gli stimoli?

Nella classifica di shardrock, ovviamente (risposta concordata con l’intervistatore dietro congruo compenso).

Naturalmente anche se molti non ci credono, tu hai anche un lavoro, sei nientepopodimenoche un medico!!! Come abbini lavoro e arrampicata?

Quando non lavoro, scalo. In questo periodo, oltre a “lavorare” (paroloni) in ospedale, faccio la guardia turistica a Cala Gonne, quale abbinamento migliore tra arrampicata e lavoro: centinaia di vie ben visibili dalla finestra, centinaia di pazienti ben visibili alla porta. Comunque se ci tenete alla vostra incolumità evitate di farvi male a Gonone in questo periodo, soprattutto se siete davanti a me in classifica…

Qual’è il tipo di vie che prediligi?

I monotiri di strapiombo teso: sia per la combinazione tra tecnica e forza, sia perché in questo stile vado “umbè” bene, sia perché per uno che usa bene i piedi come me lo strapiombo è il mio stile.

Nella tua visione personale come si incastrano arrampicata a vista e lavorato?

L’arrampicata a vista è l’espressione massima dell’efficacia delle nostre abilità scalatorie, abbinando la forza e la tecnica con la tenacia, la determinazione e l’esperienza, in sintesi con la “testa”. Il lavorato è la massima espressione delle nostre capacità tecniche, fisiche e mnemoniche.

Sei uno dei pochi, insieme a Leo, che ogni tanto ci scende a trovare per scalare insieme, come ti trovi nel profondo sud?

A parte il vociare di Campione mentre si scala, ma fa parte della fauna locale, ci siamo sempre trovati bene. Dei cagliaresi ammiro molto la costanza con cui lavorano le vie finché non le vincono, ma ammiro anche la maria, la giovanna, l’emiliana, la manuelina, e tutte quelle qualità che fanno dei campidanesi degli ottimi compagni di falesia.

Ti stimola un'idea come shardrock oppure avresti tirato sulle vie anche se non fosse esistita?

Penso che sulle vie mi ci sarei sbattuto lo stesso come ho fatto in passato e come farò in futuro dopo la chiusura del sito, cioè dopo l’estate; comunque un po’ di competizione non fa certo male, anzi… inoltre bisogna riconoscere che da quando c’è il sito il grado medio degli scalatori campidanesi e sardi in genere è aumentato, ma ovviamente è solo una coincidenza!!!

sei uno dei "disorganizzatori" del boulder rumble, uno degli eventi più interessanti degli ultimi tempi, da dove e' nata l'idea e la voglia di sbattersi per organizzarlo?

Da un gruppo di amici che un giorno si è incontrato al bar e tra un sorso di birra e una patatina è saltata fuori l’idea: perché non organizziamo un raduno di boulder? E così, con tanto entusiasmo e tanto forza di volontà, è iniziata la nostra avventura. (Risposta ufficiale per la stampa).

In realtà, dopo che io, Leo e l’oste Vittorio abbiamo trovato l’area, l’abbiamo un po’ pulita e ci abbiamo scalato, ci siamo chiesti: come fare (noooonné possibile!!) per far incontrare Ballakanò con Luigi così possono finalmente insultarsi a quattr’occhi. Da qui l’illuminazione: organizziamo un raduno al limbara così l’incontro diventa inevitabile. E così è stato! (Risposta ufficiosa per il gossip).

Ormai è giunto il momento di rivelarvi la vera origine del II boulder rumble. Una notte presi un gallo, un gatto nero e un crocifisso, disegnai una stella a cinque punte a testa in giù con dell’alcool ed accesi la fiamma. Dopo aver sacrificato al dio del male le vittime sacrificali chiesi quale sarebbe stato il metodo per accoppare un po’ di scalatori più forti di me…e così bagnai le prese dei massi con il sangue maledetto delle bestie e lanciai l’idea della gara. Il resto è ormai storia nota. (Gli infortunati non me ne vogliano, ma questo sito sta “avvelenando l’ambiente”(M.Mundula)). (Risposta per il processo, così mi danno l’infermità mentale).  


quanto conta per te il tuo compagno? Molto, anche se conta molto di più la compàgnia.  

il tuo ricordo piu bello legato all'arrampicata.

Uno per tutti, quando ho toccato la cima dell’aguglia di Goloritzè, la mia prima via lunga (fatta quest’anno, oltretutto).

quello piu brutto. Il giorno in cui ti ho conosciuto.

Hai mai pensato di metterti a chiodare quelle vie delle quali lamenti la presenza? non ti andrebbe di chiodare un po’ di tiri duri invece di scalare e fare punti?

Preferirei che chiodassero gli altri, comunque ho provato qualche volta a spargere chiodi in roccia, purtroppo non posseggo un trapano ma soprattutto non abbiamo grandi falesie nel sassarese che ti invoglino ad acquistare il necessario per chiodare. E poi penso che per armare vie bisogna avere grande esperienza, altrimenti si rischia di rovinare un potenziale bel tiro. (finalmente una risposta seria).

ti prego dimmi che stavi scherzando quando hai detto che il momento piu bello e' stato sulla guglia!!! deve essere stato un incubo per te su quei liscioni!!! di la verità hai azzerato tutto!!!

Non ho azzerato niente, ho stretto tutte le tacche e le ho abbassate all’inguine come mia consuetudine. L’aguglia è sempre stato un obbiettivo fin dal primo momento in cui l’ho vista, e quando son riuscito a raggiungere la vetta, grazie a Vittorio che mi ha supportato mentre il Tomas mi stava per possedere, è stato bello. Anche se a  star seduto in cima ad un cosi grande sgabello e non ricevere neanche una birra mi ha un po’ deluso.

quali sono i tuoi obbiettivi nell'immediato e per il prossimo futuro... naturalmente riguardo l'arrampicata per il resto ti puoi ibernare!!!

Nell’immediato cercare di sopravvivere all’estate senza vederti, non so come farò, sono in piena crisi di astinenza… Campione dove sei?!?

Nel prossimo futuro scalare il più possibile al di fuori della nostra isola, fare più boulder ma soprattutto iniziare ad arrampicare in stile classico; mi piacerebbe salire sulle vette alpine e poi magari su quelle Himalayane, il tutto in preparazione del mio obbiettivo finale: scalare la vetta più alta della Luna senza ossigeno!!!

arrampicata e viaggi. dove sei stato? Da nessuna parte,al di fuori della Sardegna.

e dove vorresti andare? Dappertutto.

a questa rispondi seriamente!!! cosa farebbe crescere ancora di piu il livello dell'arrampicata in sardegna? naturalmente non vale trasferirsi tutti alla sala da the ZEN del dott. Caboi!

Bere acqua di Nuoro, è addizionata con ormoni di ogni genere…  Andare a lavorare a Nuoro ed arrampicare tutto l’anno a cala Gonone (e da ZEN ovviamente). Sposarsi con una nuorese, farci un figlio e consegnarlo subito a Caboi che lo addestrerà a dovere.

A parte tutte queste soluzioni di sicura efficacia, penso che basti arrampicare tanto, spesso, in tutti gli stili e su tutti i gradi e  girare, girare, girare ovunque, anche a Sassari (ridente cittadina del Nord Sardegna famosa per la sua vicinanza all’aeroporto di Alghero, per essere la, ormai ex, provincia della costa smeralda e per le sue falesie di roccia splendida… per fare dry-tooling).

qual'e l'ultimo libro che hai letto? “Montagne di una vita” del mitico Walter Bonatti. 

il piu bel film che hai visto? “Full Metal Jacket”.


dai alla fine, sotto sotto, un pochino mi vuoi bene?

Tantissimo; mi sveglio la notte pensando a te, ogni giorno che passiamo lontano è per me una grande sofferenza, sogno sempre le tue gesta sulle vie, la tua eleganza nei movimenti, la tua signorilità con gli arrampicatori novizi, la precisione nei consigli dati a chi si trova in difficoltà sulle vie, la delicatezza con cui fai capire a chi non è adatto al climb di cambiare attività sportiva, la timidezza con cui ti avvicini in falesia, il silenzio e l’ammirazione che crei in chi ti osserva quando arrampichi, la tranquillità che dai al tuo compagno di scalata mentre sale su una via da primo.

Voglio rinascere come te un giorno: Campione del mondo!!!  ...bastava dire di si!

 

e ora in un incredibile slancio di democrazia e trasparenza evitiamo di tagliare l'ultima parte dell'intervista...

Le domande che avresti dovuto farmi e che non sei capace di pensare:

Come miglioreresti, anche se non si può visto che è gia perfetto così, il sito di shardrock?

Di sicuro bisognerebbe valorizzare le vie a vista e flash: propongo di maggiorare i punti come nel sito 8a.nu, dove ogni via fatta a vista prende tre gradi in più – 5 punti. Sarebbe bello così oltre a scalare sul proprio massimo lavorato, si “lavorerebbe” anche su gradi più bassi ma a-vista. Pensa Ale, potresti prendere i punti di un 8a semplicemente facendo un 7b+ a vista, cosa che a te peraltro riesce quasi sempre.

L’altra modifica, che permetterebbe al sito di resistere al crollo vertiginoso di visite conseguente alla mia intervista, sarebbe la possibilità di inserire le vie scalate al di fuori della Sardegna, in modo da utilizzarlo come database.

E l’ultima modifica, che farebbe di te l’idolo di tutti gli arrampicatori dell’web, una pagina dedicato alla climber più sexy del mese (o, se preferite, alla barista o cameriera dei locali post-arrampicata, io ne ho già in mente un paio)!!! (Che ideona, sono o non sono un genio).

bellissima la prima, approvata a grande maggioranza dal consiglio di amministrazione di shardrock.com! per questo hai vinto la medaglia di cavaliere della sacra tavola di shardrock. KingKongiu procederà alla tua nomina a cavaliere!

le altre proposte verranno attentamente vagliate e prese in considerazione.

Chi è, secondo te, il futuro dell’arrampicata sarda?

Tra i cagliaresi, a parte Matteo Marini che è bravo ma poco conosciuto, è una buona promessa il Dragone di Sanluri, anche se deve smetterla di vomitare prima di scalare, il giovane Fabrizio Dessì, anche se attualmente infortunato ma vedrete che tornerà più forte di prima, ma soprattutto il famoso e tecnicissimo Alessandro Mura, peccato che abbia poco tempo da dedicare all’arrampicata per il troppo lavoro ma, appena riusciamo a trovargli uno sponsor che lo sovvenzioni, vedrete che risultati!

Tra i nuoresi l’argomento si fa serio: è un forte scalatore il Pietro “Gullich” Pischedda, ma le mie speranze, oltre a tutti i farmaci dopanti che riesco a procurarmi in ospedale, sono per il giovane Filippo che macina vie su vie migliorando tecnicamente di giorno in giorno.

Tra i sassaresi: …working in progress…


...uff anche questa è finita, alla prossima belli!

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 24 Novembre 2016 12:51 )
 
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